martedì 4 ottobre 2011

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Manuale per destini


In principio era gramuglio e gramuglio aveva un sogno, poi due, poi troppi.

mercoledì 10 agosto 2011

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QED


ad ogni partenza mi ascolto
perso e perfetto
un incrocio tra l'ultimo shuttle
e via dei fori imperiali

mercoledì 8 giugno 2011

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Poesia durante il mondo

Io e il mio destino ce la spassiamo
ipotizzando l'uno l'inesistenza
dell'altro: io nel mio presepe
ho messo mattonelle e crepe

mercoledì 11 maggio 2011

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Saggio a umido

Un’alternativa è precipitare.
Non che non lo avessi mai sognato, ma da trentatremila piedi l’ultima cosa su cui precipitare è una nuvola, prima ci sono delle tappe obbligate, percorsi potenziali.

domenica 17 aprile 2011

3

Lui

Nel tuo sogno migliore c’è sempre una festa, sì, e c’è una donna. Oh, e poi.

mercoledì 6 aprile 2011

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Variazioni sulla malinconia

Quanto sei bella tristezza
quando diluvio e sono banale
come la pioggia quando piove
mi ricordi che deve esserci
una mia enorme coscienza da qualche parte
sull’Aurelia o a Calafuria

domenica 27 marzo 2011

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Postambolo

A Roma c’è una pioggia inglese, perché così si dice che sia la pioggia inglese, mentre è innegabile che un ipod può durare tutto febbraio. Quark Incanto e quark Strano passeggiano nel quartiere di tutte le città, ignorano che quark Bellezza non è seduta in un treno della metropolitana, e non legge. “Io odio chi legge in metropolitana, cosa vuole dimostrare?”. L’immagine di sfondo è fissa, i caratteri sono i soliti che si vedono sui cartelloni pubblicitari, tu generici mai espressi in times new roman.

lunedì 21 marzo 2011

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calendario mai

il cielo di agosto illumina il niente
posteggiato in doppia fila
come il pomeriggio
di cui non ho capito neanche un significato
nemmeno quello del mio compleanno tre giorni fa

sabato 19 marzo 2011

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Eco

Ricordati la prima volta che ci siamo baciati. Dietro le docce dei bagni, a un’ora pomeridiana improbabile per un primo bacio, anche a quindici anni. Gli amici del mare erano appostati dietro a ogni spigolo, per seguire la diretta dell’evento. Era surreale scambiarsi umori sopra il malcelato brusio misto di ilarità puerile e soddisfazione amicale, ma lo facemmo lo stesso, per qualche secondo. Dico qualche secondo, perché quando hai in bocca la lingua di qualcuno, il tempo sembra dilatarsi a dismisura, deve essere che è un atto così invasivo, ma poi sono sempre e soltanto una manciata di secondi, una sterminata quanto manciata di secondi. Aggiungi la pressione degli occhi nascosti male dietro angoli troppo acuti, e capisci perché a un certo punto ti dissi: via, si torna di là? Che idiota, il nostro primo bacio.

venerdì 25 febbraio 2011

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Laddove

È una bellissima giornata qualunque e come sempre vanno e vengono un sacco di treni. Laddove è una città di treni. Ne arrivano e ripartono in quantità industriale, partono vuoti e spesso, vuoti, ritornano. Miliardi di treni vuoti ogni giorno, nemmeno fosse un importantissimo nodo ferroviario qualsiasi. Laddove non la trovi nemmeno su google maps, fatto sta che è una città di treni. Non c’è niente altro di particolare, fatta eccezione per un ufficio oggetti smarriti, o giù di lì. Ufficio oggetti, più che altro: un deposito pieno e strapieno di oggetti qualsiasi, tutti organizzati in maniera esemplare da non si sa quali mani, visto che non passa quasi mai nessuno. Ci vorrebbero pagine e minuti per stare qui ad elencare tutto, ma all’occhio spiccano subito un fiore su una ruspa e un coniglio della sera. Poco più in là c’è anche una nota – si direbbe un mi – e allo scaffale qualunque trovi persino un gramuglio.
Beh, adesso non mi chiedere che cos’è un coniglio della sera. Non ne ho la minima idea.